Altare Maggiore

 

Ai due lati del transetto stemmi marmorei del Vescovo Giuseppe Coppola (1749-1787).

 

L’altare maggiore composto di marmi colorati, sembra opera del XVIII secolo.

 

Sull’altare tela dell’Assunta del secolo XVII di Nunzio Rossi sormontato dalla scritta: VENI CORONABERIS.

 

Alle pareti laterali due tribune dorate con colonnato e gelosia sovrastante, arricchite da due tele rappresentanti scene dell’antico testamento.

 

A destra tela di ignoto del XVIII secolo rappresentante il Sacrificio di Isacco.

 

A sinistra tela di ignoto del XVIII secolo rappresentante l’ancella Agar che vede agonizzare nei deserti di Bersabea il suo diletto Ismaele.

 

Il coro ligneo, recuperato nel 1880 dalla chiesa della Pace, è a due registri: il superiore per i canonici e l’inferiore per gli ebdomadari.

 

Sulla cornice a chiare lettere si legge:

 

ASSUMPTA EST MARIA IN COULEM; GAUDENT ANGELI.

 

La volta dell’abside contiene cinque finestroni nelle cui lunette, a fondo dorato, sono effigiati su cattedra bizantina cinque simboli della Vergine: Vas spirituale, Vas onorabile, Stella matutina, Rosa in Iericho, Lilium convallium.

 

Nella volta vi sono tre affreschi del D’Agostino (1888). San Giuseppe che dorme e Maria in contemplazione; la Presentazione di Maria al tempio e la Madonna incoronata da Gesù.

 

Al centro affresco di Maria che risorge dal sepolcro.

 

Agli angoli i quattro dottori della chiesa antica: Sant’Attanasio, San Gregorio Nazianzeno, San Basilio e San Giovanni Crisostomo.

 

Dopo alcuni lavori di ripulitura attuati nel 1930, la Cattedrale è stata riparata inseguito al sisma che colpì la Campania nel 1980.

 

 

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I testi sono tratti dall' opuscolo " La chiesa di S. Maria Assunta e S. Catello - Duomo di Castellammare di Stabia " del prof. Giuseppe D'Angelo, al quale va un particolare ringraziamento per il suo fattivo contributo