NAVATA CENTRALE

La navata centrale comunica con le laterali per mezzo di cinque arcate per lato.

Dieci pilastri in piperno, rivestiti di stucco, reggono l’elegante cornicione "ricco di medaglioni, rosette, ovuli, dentelli ed ornamento di dorature finissime".

Nei fregi della navata centrale si legge con lettere di legno dorato il seguente salmo: SCITOTE QUONIAM MIRIFICAVIT DOMINUS SANCTUM SUUM. AFFERTE GLORIAM ET HONOREM NOMINI EIUS.

Sulla volta vi sono tre affreschi di Vincenzo Paliotti del 1893. I due più piccoli rappresentano San Catello nel carcere di Roma riceve la visita di San Gregorio Magno non ancora Papa e San Catello liberato dal carcere e ricevuto da San Gregorio Magno divenuto Papa. Quello grande il Ritorno di San Catello a Stabia.

Il ritorno di San Catello. Affresco di V. Paliotti (1893) nella volta centrale

 

Questi tre affreschi sono circondati da dieci lunette, cinque per lato, che rappresentano le dieci virtù che più rifulsero in San Catello. Esse sono:la longaminità che offre il diadema , lo zelo stringe e calca serpenti, l' affabilità ha le braccia conserte, la costanza ha in mano la palma e ai piedi una corona, l' elemosina protende la mano e ripone l'obolo raccolto, la preghiera recita la corona guardando il crocifisso ed un teschio, il perdono ha le mani congiunte per obbedire ai supremi voleri, la fede con le braccia in croce guarda il calice con l'ostia , la speranza tocca un' ancora, e la carità carezza i fanciulli.

In fondo alla porta d' ingresso, vicino al maestoso organo, sono dipinti i due patriarchi Noè ed Abramo.

In mezzo all' arco maggiore vi è lo stemma di Papa Leone XIII, poichè il Duomo fu consacrato nell' anno 1893 che fu l'anno del giubileo episcopale di questo Papa.

I quattro pilastri che reggono la cupola "sono accordati insieme da quattro archi maggiori, i cui fondi spartiti a cassettoni, si vedono ornati con le effigie dei sedici profeti".

I profeti maggiori sono: Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele. I dodici minori: Gioele, Amos, Aggeo, Zaccaria, Michea, Nahum, Osea, Sofonia, Abia, Abacuc.

Nella cupola è dipinta la visione dell' Apocalisse, nelle vele i quattro evangelisti: San Giovanni con l'aquila, San Matteo con l'angelo, San Luca col bue e San Marco col leone.

Tutti questi dipinti sono del D'Agostino.

Nella cupola segnaliamo i busti di otto santi Vescovi che si sono distinti nel celebrare la grandezza e la gloria della vergine Maria. Essi sono: San Pio V, San Germano, San Pier Damiani, San Idefonso, San Bonaventura, Sant'Alsemo, San Francesco di Sales e Sant' Alfonso.

I lavori in stucco della Cattedrale, tutti a rilievo, sono dello scultore Luigi Prezioso mentre le dorature, "di oro finissimo di prima qualità" del doratore Francesco Galante.

A terra, al centro della navata, antico sepolcro dei sacerdoti stabiesi, con iscrizione in marmo del 1677.

 

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I testi sono tratti dall' opuscolo "La chiesa di S. Maria Assunta e San Catello . Duomo di Castellammare di Stabia " del prof. Giuseppe D' Angelo, al quale va un particolare ringraziamento per il suo fattivo contributo