Protezione della liberazione ottenuta nella terribile eruzione  del Vesuvio  mediante  l’intercessione  del nostro Protettore San Catello  ( libro VI delle conclusioni del Capitolo Stabiese  pg.18 )

 

Fin dal giorno 2 aprile  di questo corrente anno 1906  il vicino monte Vesuvio  manifestò segni precussori di una eruzione. Aumentò l’attività  nei giorni 5,6,7, con emissione  continuata di lava di fuoco  in vari punti, con sbuffi  di cenere e sabbia, accompagnati a brevi intervalli  da forti boati . Nella notte  però dal 7 al 8 di detto mese ,giorno di Domenica delle Palme,l’eruzione  pigliava tali proporzioni  da ridestare  la più grave costernazione  ed il più intenso terrore, in un tratto  si aprivano varie bocche  che gittavano laghi di fuoco, sicché tutto il Vulcano  sembrava diventare una massa di fuoco  presentando terrificante spettacolo. Allo spuntare  dell’infausto giorno 8  immensa folla di gente  di questa  nostra città  corse nella  nostra Cattedrale  fatta aprire  ben per tempo  e supplicava  l’aiuto del nostro  amato Protettore S. Catello , e più  nostro vivo il desiderio che il venerando simulacro  fosse portato  fuori  la Chiesa a vista  del ……….. monte. E infatti il nostro Eccellentissimo Mons.Vescovo ,D. Michele De Jorio ,fece recare  la Statua sulla banchina  del mare e fermarlo a vista  del Vesuvio,  nel momento in cui questo maggiormente infuriava versando  dalle  aperte bocche  laghi di fuoco, di lapilli,di cenere di fumo tra guizzi spaventevoli di folgori, tra cupi  boati  e scuotimento della terra, ed egli stesso  con forte voce  innalzava la preghiera  al Santo Patrono ,preghiera che con vivo fervore  e calde lagrime  era accompagnata dalla calca  di popolo  ivi  convenuta  a supplicare  il caro ed amato S. Catello  e tosto come per incanto ,sul nostro  cielo  si fece il sereno . Un raggio di sole  squarciando  le nere ed infuocate nuvole  che minacciavano  a sterminio , venne ad illuminare  il volto del Santo  ed insieme  il popolo che intorno a Lui pregava  e piangeva,e dal quel momento  tranne poca cenere  e poco vento , il sereno confortò la nostra città. La statua del Santo  rimase esposta nella nostra cattedrale , ove  era un continuando  accorrere  di fedeli  a levare  supplichevole la prece . Scene di dolore  furon viste in quei giorni  nella nostra città,  profughi a migliaia,convenuti dalle vicine città in parte danneggiate , e altre ancora sotto il timore di essere distrutte, a tutti  rifugiati  tra noi a ………………………………. si aggiravano per la nostra città atterriti,squallidi,spossati,ansanti col pallore della morte sulla fronte  cercando respiro e riparo: Lo zelo del prelato Mgr.Vescovo seppe  subito trovare mezzo di aiuto ed immediatamente nella istessa  mattina di Domenica delle Palme sciolse il Seminario, ed in quel locale  trovò mezzo a raccogliervi  più di duemilaecinquecento  di quei profughi dando ad essi  fin dal primo momento pane e cibo: A tale slancio di carità tutti si mossero a stendere  benefica la mano  agli affitti fratelli e clero e popolo,società e circoli ed autorità tutte gareggiarono  nel dare conforto  assistenza assidua,cure affettuose,ospitalità,cibo,abiti,dando medicina e quando fu necessario al soccorso ,e ciò per circa dieci giorni fino a che l’eruzione andò scemando,il pericolo cessò e così potettero tornare ai loro paesi. A tributo di riconoscenza  per l’ottenuta liberazione mediante l’intercessione del nostro Augusto Patrono S. Catello l’istesso Mgr.Vescovo proponeva un giorno di festa e di ringraziamento fervoroso. E fatto convocare nel giorno 18 dello stesso Aprile  il Rev.mo Capitolo  proponeva tale festa  nel giorno 22 domenica in Albis proposta che pienamente veniva  accettata  dall’istesso Capitolo. La festa venne così celebrata : Nel mattino del 22 l’Ecc.mo Mgr. celebrò Messa Solenne Pontificale assistita dal Rev.mo Capitolo,dopo vi fu la processione solenne della Statua ,che uscendo circa alle 11 dalla Cattedrale percorse tutte le vie della città,cioè V. Gesù,Largo Mercato,strada Marina fino al R. Cantiere, e poi ritornando per la medesima strada,largo Fontana,strada S. Caterina 2°e 1° De Turris,largo Quartuccio,strada Napoli fino a largo Ferrovia,ritornando per la strada Corso Vittorio Emanuele,e giunta in piazza Municipio, a solenne ricordo di quanto si era avverato nella mattina memoranda del giorno 8 così la processione si dilungò  sulla banchina del mare  proprio a quel punto ove giunse  nel predetto giorno , e dopo che l’Ecc.mo Pastore  ebbe recitata  altra preghiera ed impartita la pastorale benedizione, intonò solennemente il Te Deum e poi fece ritorno alla Cattedrale. In seguito a tale festa nelle ore p.m. fu recitato discorso di occasione  dal Rev.mo Canonico D. Placido Gambardella ,Curato della Cattedrale, ed in ultima impartita dal medesimo Ecc.mo Mgr. Vescovo la trina benedizione col venerabile previo il canto del Te Deum di ringraziamento, notandosi ancora che per tale ricorrenza la Cattedrale era gremita di popolo                                     

 

   can.co. D’Arco segretario

 

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