La preghiera di Mons. Sarnelli

Coroncina

Una preghiera

(Raffaele Viviani)

Protezione della liberazione ottenuta nella terribile eruzione  del Vesuvio  mediante  l’intercessione  del nostro Protettore San Catello  Descrizione dell’ evento eruttivo dell’Aprile 1906 dagli atti della Visita Pastorale  di S. E.za Mons. Michele De Jorio

 

San Catello

 

 

 

San Catello, vescovo e patrono di Castellammare di Stabia, è vissuto e morto nel VI secolo.

Fu particolarmente devoto all’arcangelo Michele al quale dedicò un tempietto su Monte Faito, dove si recava in meditazione insieme a Sant’ Antonino, patrono di Sorrento. Colpito dalla maldicenza di alcuni cittadini che l’avevano accusato di trascurare il suo gregge, San Catello per un breve periodo rimase imprigionato a Roma.

Liberato da papa Gregorio Magno, a cui aveva predetto il pontificato, ritornò con grandi onori in città.

 

 

LA CAPPELLA DEL SANTO PATRONO

E’ la terza cappella a destra della cattedrale stabiese. Sull’altare, decorato con finissimi marmi policromi, vi è la sua statua lignea commissionata a Napoli nel 1604-1605 e giunta in città il 17 gennaio del 1609.

Il Santo è ritratto inginocchiato con la mitra in testa e il pastorale nelle mani. Sotto la statua vi è il sarcofago paleocristiano del Buon Pastore.

Nell’arcosolio sono scolpiti gli stemmi dei vescovi diocesani Petagna e Sarnelli.

Sull’arcata è inciso “Posuit Me Dominus Custodem Populi Mei” (Il Signore mi pose come custode del mio popolo).

Ai lati della scultura lignea vi sono due affreschi del 1957, a firma del pittore stabiese Francesco Filosa. In quello di destra San Catello è dipinto in insoliti abiti civili mentre protegge la città dalle incursioni aeree dell’ultima guerra; nell’altro la statua del Patrono, portata in processione dal clero e da una folla di fedeli, blocca l’eruzione del Vesuvio del 1906. Inoltre nei cassettoni sono ritratti i Dodici Apostoli mentre nei medaglioni sono effigiati San Francesco d’Assisi, San Francesco Saverio. San Domenico e San Vincenzo compatroni diocesani. A firma del Paliotti nel sottarco d’ingresso sono dipinti in preghiera, in una grotta del Faito, San Catello e Sant’ Antonino.

Sulle pareti sono collocati due enormi reliquiari.

 

LE IMMAGINI DEL SANTO

Gli episodi più significativi della vita del Santo sono stati dipinti da Vincenzo Paliotti sulla volta della cattedrale.

Nella chiesa del Gesù è custodita una tela seicentesca in cui il Patrono stabiese è ritratto in posa regale e con lo sguardo penetrante rivolto al visitatore. Nella chiesa del Carmine è conservata una sua antica statuetta.

Interessanti sono anche gli affreschi ottocenteschi custoditi nella chiesa di San Giacomo. Il primo è posto a ridosso del coro ligneo e il secondo sul soffitto della sacrestia. Infine sono da segnalare altri due dipinti maiolicati di San Catello racchiusi in due edicole votive, precisamente a Fontana Grande e lungo la prima rampa della salita che dal Caporivo conduce a Scanzano.

 

I MIRACOLI

Sono numerosissimi, qui ne citiamo uno solo. Durante un tremendo periodo di carestia, Castellammare non patì la fame in quanto San Catello la sfamò con un intero carico di grano. Il comandante spiegò agli Stabiesi che un vecchietto dalla barba bianca l’aveva pagato con un anello. La popolazione capì subito che si trattava del suo misericordioso Patrono e, corsa in cattedrale, vide che alla statua mancava un anello.

 

LE RELIQUIE E LE CONGREGHE 

Fino al XVIII secolo, nella chiesa del Gesù si è custodita una parte del cranio di San Catello. Le uniche reliquie, tuttora esistenti, si conservano nella Cattedrale stabiese, nella chiesa di Scanzano e nella chiesa dei Servi di Maria a Sorrento.

 

Monsignor Di Capua nei suoi saggi agiografici ha sostenuto che dal cranio del Santo fuoriuscisse un “odoroso licore”, detto manna di San Catello.

A Castellammare esiste dal 1624 la Reale Arciconfraternita della Immacolata Concezione e San Catello nella locale chiesa di San Giacomo.

Un’altra congrega dedicata al Patrono stabiese è quella sorrentina fondata nel 1380.

 

LE PROCESSIONI

La festa religiosa di San Catello cade il 19 gennaio, vantato giorno del suo onomastico.

E’ accertato che il rito della processione risalga almeno al 19 gennaio del 1624.

La ricorrenza civile, che si svolge nella seconda domenica di maggio, fu introdotta nel XVIII secolo per incentivare il Commercio cittadino. Durante la suddetta ricorrenza l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con un apposito Comitato, promuove diverse giornate di festa popolare in cui s’alternano momenti musicali a quelli culturali. Attrazione dell’ultima serata sono sicuramente i fuochi d’artificio che richiamano in Città numerosi turisti.

 

CURIOSITÀ

Nel 1776 venne concessa l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli, “confessati e Comunicati” che si erano recati in visita al Santo in cattedrale. Nel 1804 papa PIO VII concesse d’iniziare il “confiteor” col nome di San Catello. Secondo una leggenda chiunque passi vicino lo scoglio di San Catello, nei pressi dell’isolotto di Rovigliano senza recitare le Opportune preghiere farebbe naufragio. Comunemente si ritiene che il Santo sia il protettore dei forestieri

 

 

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